La malaria a Pola negli anni settanta del XIX secolo e l’epidemia del 1879

  • Rino Cigui

Abstract

Nella complessa storia sanitaria istriana, frutto della secolare coabitazione di diverse infezioni, la malaria rivestì indubbiamente un ruolo di primo piano. A favorirne l’espansione fu principalmente lo spopolamento di vaste zone in seguito a guerre, carestie ed epidemie di peste che, a partire dal XIII secolo, si ripercossero sulle strutture socio-economiche generando il regresso delle colture, la cessazione delle opere di drenaggio con conseguente abbandono di molte campagne a causa della formazione di acque palustri stagnanti e il decadimento delle tradizionali pratiche igienico-sanitarie. Non meno determinante nella diffusione della malaria fu la soppressione dei monasteri benedettini i quali, con la loro opera di dissodamento, bonifica e coltivazione, avevano non solo cambiato radicalmente il paesaggio istriano riducendo l’impatto e la diffusione delle malattie infettive sulla popolazione, ma attraverso un’amministrazione saggia delle terre erano riusciti a creare riserve alimentari per i periodi di carestia così frequenti nella storia della nostra penisola. L’Istria meridionale e, in particolare, la città di Pola, furono le aree geografiche che maggiormente patirono il morbo, che nel 1879 assunse connotati epidemici anche grazie alla tremenda carestia che colpì l’Istria generando uno stato di diffusa malnutrizione e di debolezza fisiologica della popolazione che favorì la propagazione di agenti infettivi della malaria.

 

Keywords: malaria; epidemie; XIX; secolo; referti medici; Pola; Istria

Published
2018-05-07